• Giala

Questione di interpretazione

Accavallare le gambe sulla sedia che sembra non contenere più la voglia di alzarsi in piedi e raggiungere il microfono..quando anche è troppo presto perchè non hai nemmeno ancora letto il testo e già la musica che nell'aria si spande dalle casse, cita la poesia con la voce roca ma gentile e profonda del "Gi" e tu sei "La" e "già" segui una linea ondosa che puntualmente sbagli.


In tre quattro ascolti, se siamo in studio e la concentrazione è massima, la linea guida viene imparata, mentre il Gi aveva già intessuto ore e ore di suono.


L'emozione emoziona le corde vocali e all'improvviso, si accende il fuoco creativo (ma acerbo) anche da parte mia e scatta la punzecchiatura in stile Stanlio e Olio, che necessiterebbe di una degna colonna sonora per comiche, oltre la musica che già sta passando per le cuffie...


"stai irritando il fonico"

"ma che bravo fonico!!"

"guarda che canto io!"

"canta!"

"lazzarona!"

"ma io stavo cantando, ma se non ti piace la mia idea canta tu..!"

"IO decido!!!!! Prendi il microfono e non farmi arrabbiare!"


Finchè Swante, dalla Lapponia, non giunge in volo a salvarci con un:

"Laura scusa, faresti più baritono?"

"Baritono???"


Tutto va in una cascata e la cantata miracolosamente esce ogni volta da non so dove perchè smetto di essere io che canto e lui che suona, è la stessa anima che agisce coi suoni da una sponda all'altra...cosa rara e sottile, che somiglia ad altre, ma è unica.

E intanto Emily ride sotto i baffi e scuote la testa..





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