• Giala

Qual'è quella cosa che resta sempre, nonostante i sù e giù della vita?

Questa è la domanda che mi fu posta una sera tracciando una riga sul tovagliolo di carta con un coltello da pizza.

Già..qual'è quella cosa lì?

Sono qui che tento parole sensate per dire forse una banalità, e mentre guardo delle noccioline alla mia destra, dalla mia sinistra giunge il suono sommesso ma rassicurante, costante e ritmato, inaspettatamente ritmato e preciso, della caldaia.

Se siamo immersi in un mondo di suoni, se la costante che, salvo imprevisti, non viene mai a mancare (ma anche negli imprevisti di non diretta udenza in realtà attraverso la vibrazione del corpo il suono passa...avete mai provato a suonare con i tappi nelle orecchie?), allora forse possiamo dire che la costante, vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, è il suono.

Ok la caldaia ha aggiunto una seconda voce di forse una ottava di differenza creando uno strano coro che si può cantare...

Se pensiamo bene, che siamo felici o tristi, attivi o immobili, non è possibile uscire dal suono.

Il respiro è un suono e il cuore tiene un ritmo.

La caldaia inizia a fare una marcetta..dev'essere il ritornello...

Quindi non è possibile uscire dalla musica.

Banalmente sono i brani musicali a connetterci e identificarci nei nostri sentimenti, ideali, ricordi...

E non è banale.

Allora la musica, essendo originata essa stessa da quella cosa che ci permea di continuo (il suono) è essa stessa la sostanza impalpabile che può fare da costante.

E la musica che come un'onda fa da costante naturale, diviene nutrimento e stabilizzante.

Strada diretta per le porte cosmiche.

Sia che venga frequentata i attivo, che (e forse soprattutto) ascoltata.

Perchè anche suonando sei impossibilitato a uscire dall'ascolto.

E non è forse vero che la base di tutte le terapie, meditazioni, illuminazioni ecce ecc, è proprio ascoltare un suono? (il respiro, il cuore, l'ambiente, un mantra, una frequenza..)?




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